ROMA - «È in fase di predisposizione l’atto deliberativo finalizzato all’attuazione della legge regionale contro la ‘ndrangheta e per la promozione della legalità», ma il ritardo registrato «rischia di veder svanire una grande opportunità. I fondi previsti, circa 700 mila euro, destinati ad interventi per la legalità rischiano di essere persi se non vengono impegnati entro il 31 dicembre di quest’anno». È la denuncia di Arturo Bova, presidente della Commissione regionale contro la ‘ndrangheta in Calabria, per cui si tratta di «un'ipotesi inaccettabile, che va scongiurata con la massima solerzia e collaborazione, individuando azioni atte a ridurre i tempi e ad accelerare le procedure per consentire la piena operatività della legge», conclude.
Il testo approvato lo scorso aprile prevede «il divieto di installazione di apparecchi per il gioco d'azzardo lecito in locali che si trovino, rispettivamente, a una distanza di 300 metri per i comuni con popolazione fino a cinquemila abitanti o 500 metri per quelli con popolazione superiore a cinquemila, dai luoghi sensibili» e limiti orari «all'esercizio del gioco tramite apparecchi», con «un limite massimo di apertura non superiore alle otto ore giornaliere e la chiusura, non oltre le ore 22.00, delle sale da gioco, delle sale scommesse, degli esercizi pubblici e commerciali, dei circoli privati e di tutti i locali pubblici od aperti al pubblico in cui sono presenti o comunque accessibili le forme di gioco a rischio di sviluppare dipendenza».
RED/Agipro
Giochi, Bova (Regione Calabria): "Ritardi nell'attuazione della legge anti-'ndrangheta, rischiamo di perdere 700mila euro"