ROMA - Nuovo capitolo in Consiglio di Stato per i ricorsi contro il "distanziometro" previsto dalla legge provinciale di Bolzano, che dispone almeno 300 metri di distanza tra sale e apparecchi da gioco e luoghi sensibili come scuole e chiese. Dopo le sentenze di marzo con cui è stata confermata la legittimità della norma, gli operatori torneranno in udienza a Palazzo Spada il 13 giugno per chiedere il processo di revocazione contro la decisione di due mesi fa. Nel decreto della Sesta sezione pubblicato oggi, il giudice Sergio De Felice scrive che il nuovo ricorso, richiamando le sentenze di marzo, «deduce i vizi di omessa pronuncia e travisamento del contenuto della consulenza tecnica d'ufficio» eseguita per verificare il cosiddetto "effetto espulsivo". Il nuovo ricorso, in particolare, «sostiene che la sentenza di appello si sia concentrata soltanto sui motivi di possibile incostituzionalità e anticomunitarietà, tralasciando la trattazione dei restanti e incorrendo nel vizio di omessa pronuncia». Secondo gli operatori, dunque, sono stati tenuti poco in considerazione gli esiti della consulenza d’ufficio: la perizia, pur escludendo l'effetto espulsivo, ha però sottolineato una estrema marginalizzazione del settore, dovuta proprio alla norma sulle distanze minime, violando la normativa comunitaria sui servizi. Nella camera di consiglio del mese prossimo i giudici dovranno decidere se confermare le misure contenute nel decreto - che per sospende gli effetti delle sentenze - e se dare il via al nuovo processo contro la legge provinciale. LL/Agipro