ROMA – Chiuse due sale scommesse a Bolzano perché troppo vicine a scuole, chiese e ambulatori, non rispettando la distanza minima di 300 metri, stabilita dalla legge provinciale. Si chiude quindi un lungo braccio di ferro tra Comune e Consiglio di Stato, dove i giudici di Palazzo Spada avevano consentito alle due agenzie di scommesse di restare aperte, ribaltando la sentenza di primo grado del Tribunale amministrativo dell'Alto Adige. La legge provinciale, fino a pochi mesi fa, diceva che l'autorizzazione “per l’esercizio di sale da giochi e di attrazione non può essere concessa ove le stesse siano ubicate in un raggio di 300 metri da istituti scolastici di qualsiasi grado, centri giovanili o altri istituti frequentati principalmente dai giovani o strutture residenziali operanti in ambito sanitario o socioassistenziale”. Fondamentale per i gestori che si appellarono al Consiglio di Stato fu proprio la definizione di “sale da giochi e di attrazione”, che secondo Palazzo Spada non comprende le sale scommesse. Per questo la Provincia, a fine 2024, ha modificato la norma sul distanziometro, rendendo più chiaro nel testo che si applicasse anche alle sale scommesse.
DVA/Agipro