ROMA - Per effetto della legge regionale di contrasto alla ludopatia, l'ippodromo di Bologna sarà costretto a chiudere una delle sue entrate, su via dell'Arcoveggio, perchè non rispetta la distanza minima di 500 metri dai luoghi sensibili, come previsto dalla norma dell'Emilia-Romagna. «Stiamo studiando col Comune un progetto di viabilità interna, in modo da rientrare nel limite dei 500 metri. Ci adegueremo senza problemi», assicura Marco Fabio Rondoni, direttore generale di Hippogroup, la società che gestisce gli ippodromi di Bologna e Cesena.
«Non abbiamo ancora ricevuto il contributo per il 2019 da parte del ministero, il contratto lo abbiamo firmato solo due settimane fa. Quindi abbiamo lavorato nove mesi senza copertura. C'è sempre incertezza sui fondi del ministero e speriamo non ci siano tagli nella prossima Finanziaria, si aprirebbe un problema di sostenibilità», spiega. Già ora il contributo ministeriale non è sufficiente a coprire i costi di gestione. Per Bologna si parla di poco più di un milione di euro di finanziamento (circa 700.000 euro per Cesena), a fronte di costi per circa 1,5 milioni per il solo ippodromo del capoluogo emiliano (l'affitto al Comune di Bologna ammonta a 170.000 euro all'anno). «È solo grazie alla sala bingo e all'agenzia di scommesse che riusciamo a sopperire al deficit strutturale dell'ippodromo», che arriva a occupare in tutto circa 60 persone.
RED/Agipro