ROMA - È necessario che «il Governo riveda le proprie posizioni rispetto alla proposta sul riordino del gioco, illustrata alle Regioni nella seduta tecnica del 3 maggio scorso, prevedendo a livello nazionale, una distanza minima di almeno 300 metri dai luoghi sensibili, misurata in linea d'aria, riconoscendo ai Comuni la facoltà di innalzarla sino a un massimo di 500 metri», mentre per quanto riguarda i luoghi sensibili, «dovrebbero essere considerati tali istituti scolastici di ogni ordine e grado, asili nido d'infanzia, luoghi di culto, impianti sportivi, strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o sociosanitario, strutture ricettive per categorie protette, luoghi di aggregazione giovanile e oratori». Lo scrive Viviana Beccalossi, assessore all'Urbanistica, Territorio e Città metropolitana della Regione Lombardia, in una lettera inviata al sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta e, per conoscenza, a tutti i presidenti di Regione, in vista della Conferenza Unificata che si terrà giovedì prossimo a Roma. «Si ritiene indispensabile che una percentuale maggiore dei ricavi provenienti dalla gestione del gioco venga destinata dal Governo alla prevenzione e alla cura delle patologie derivanti dagli eccessi nel gioco e che venga stabilito l'obbligo da parte dei giocatori di utilizzare la Carta Nazionale dei Servizi, o altro strumento similare, per poter tutelare maggiormente i minori, tracciando e quindi limitando il volume di gioco del singolo giocatore». RED/Agipro