ROMA - Poi Baretta ha sottolineato anche le nuove implicazioni per i gestori delle sale o dei locali che ospitano le slot che dovranno essere formati per interagire con i clienti per evitare l’insorgere di situazioni a rischio: «coloro che gestiranno i punti gioco dovranno essere certificati, ci vorrà una professionalità specifica, sia che si tratti di un bar sia che si tratti di una sala giochi dovranno assumersi delle responsabilità». In merito all’autonomia degli Enti Locali Baretta ha specificato che le Regioni «non potranno chiudere dei punti gioco ma potranno decidere dove collocarli sulla base di una organizzazione del territorio che spetta agli enti locali». Baretta ha poi parlato della tempistica del decreto attuativo che renderà operativa l’intesa Stato Regioni. La “deadline” è fissata al 31 ottobre e il sottosegretario è convinto che sia una data possibile: «Si tratta solo di applicare quello che abbiamo stabilito, comunque io sono impegnatissimo perché quella data sia rispettata. Dobbiamo dare certezza agli operatori, ma anche la discussione enti locali, alcuni dei quali devono rivedere le loro posizioni, deve avere un quadro certo». Infine, a chi in studio ipotizzava una contrazione del gettito fiscale di 3 miliardi di euro dal riordino, Baretta ha risposto che una riduzione è stata messa in conto «ma non è sicuramente di queste dimensioni» anche perché va considerato che si può tagliare la parte «meno efficiente» del parco slot, ma sono calcoli che «vanno fatti meglio». Infine, Baretta ha precisato che l’eventuale minor gettito non verrà messo in conto nella prossima manovra finanziaria, ma andrà comunque considerato nel triennio. AG/Agipro
Riordino Giochi, Baretta: «Regioni non potranno chiudere sale, ma solo ricollocarle»