ROMA - "C'è bisogno di una riflessione attenta" sul settore del gioco: "sicuramente l'aspetto delle entrate, negli anni scorsi, è stato prevalente e i precedenti Governi hanno assecondato una diffusione del gioco sul territorio", ma "è inutile negare che ormai il tema ha dei risvolti sociali". Lo ha detto oggi il sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta durante il convegno “Rovigo: liberi di scegliere”, promosso dall’Istituto Milton Friedman.
"Abbiamo preso coscienza di un vuoto legislativo, che ha comportato delle conseguenze: la prima è un eccesso di offerta, dovuto a un intenzione nobile - ovvero il contrasto all'illegalità - che ha avuto però degli effetti dirompenti. In assenza di una regolamentazione complessiva, il gioco si è diffuso in maniera molto capillare e senza equilibrio nel territorio. Questo ha provocato una reazione degli enti locali e la crescita di un sentimento proibizionista", ha ricordato. "Si sentiva l'esigenza di una riforma del settore del gioco e abbiamo cercato di avviarla, ma le riforme, per essere serie ed efficaci, devono avere un asse di riferimento: l'idea strategica sulla quale ci siamo assestati è quella di riportare il gioco a una condizione di normalità nella vita delle persone", ha sottolineato. 
MSC/Agipro