ROMA – La tutela del giocatore resta al centro del dibattito sul gioco. I limiti alla pubblicità sono un punto fondamentale e, spiega Baretta, la questione va guardata anche nel contesto europeo. «Non abbiamo le mani legate, ma non si può non tenere conto dello scenario europeo. Diversamente dai tabacchi la pubblicità del gioco non è proibita dalla Ue, questo definisce un quadro abbastanza chiaro, con il rischio che eventuali ricorsi finiscano per rendere melmoso il terreno sul quale ci si muove per centrare gli obiettivi normativi. A mio parere questo è un argomento tra i più delicati del decreto». Il 'modello Baretta' passa attraverso i colloqui serrati e la concertazione, unica via praticabile per giungere al traguardo: «Il Governo deve essere aperto ai contributi dei parlamentari e da coloro che si occupano di questo tema. Dobbiamo dare una risposta credibile che non sia il totale proibizionismo, ma nemmeno un annacquamento delle norme».
TESSERA DEL GIOCATORE – Nella discussione sulla dipendenza da gioco patologico si inserisce anche la tessera del giocatore che, secondo Baretta, «non va affidata solo alla delega fiscale, ma deve riguardare anche il ministero della Salute». «Non sono contrario dal punto di vista tecnologico, cioè come strumento di prevenzione. – aggiunge - Ma ho qualche riserva sul fatto che comporti l'identificazione soggettiva del giocatore, per la tutela della privacy». (SEGUE)