ROMA – In Austria, i negoziatori dei tre partiti politici stanno apportando gli ultimi ritocchi alla nuova legge sul gioco, che porrà fine a uno degli ultimi monopoli in materia rimasti in Europa. Secondo quanto riporta iGaming Business, che cita fonti private ma anche media austriaci, uno dei punti al centro del dibattito riguarda la possibilità che gli operatori del mercato grigio attivi nel Paese debbano affrontare un periodo di “cool off” prima di ricevere una licenza austriaca.

La proposta, che sarebbe sostenuta dal Ministero delle Finanze, vieterebbe inizialmente l’ingresso nel mercato a qualsiasi società che sia risultata aver violato le leggi austriache sul gioco d’azzardo negli ultimi cinque anni. Secondo Felix Geyer, consulente in materia di affari pubblici, invece, il divieto potrebbe durare tra i 24 e i 36 mesi e riguarderebbe principalmente i titolari di licenze Ue attivi in Austria. Inoltre, Geyer ha sottolineato che “al mercato nero non importerà, non richiederanno licenze”. Questo potrebbe rappresentare un duro colpo per gli operatori del mercato grigio che sperano di poter continuare l’attività in Austria con una licenza locale per il gioco online. Tuttavia, vi sarebbero ancora disaccordi sulla necessità di includere la sospensione.

Diversi gli operatori attivi in Austria che sono favorevoli a un periodo di sospensione per i marchi del cosiddetto mercato grigio. Diversa, invece, la posizione dell’Austrian Betting and Gaming Association, secondo cui ritardare le licenze per gli operatori del mercato grigio andrebbe contro gli obiettivi del governo di rafforzare il mercato regolamentato. Secondo il presidente dell’associazione, Simon Priglinger-Simader, dato che l’obiettivo del governo è “portare i giocatori nel mercato regolamentato, rafforzare la protezione dei giocatori e garantire entrate fiscali”, con il periodo di cooling-off si otterrebbe il contrario: “Gli operatori che pagano le tasse devono andarsene, il mercato nero subentra, le entrate esistenti crollano e le entrate aggiuntive già messe a bilancio non si concretizzano”, la sua analisi.

Inoltre, anche gli avvocati che si occupano di seguire i giocatori hanno espresso preoccupazioni sul fatto che la misura possa ostacolare le società nel saldare le sentenze dei tribunali favorevoli ai loro clienti. Secondo la bozza di legge trapelata a maggio, infatti, il pagamento di eventuali richieste dei giocatori e delle imposte non versate degli anni precedenti sarebbe un requisito preliminare per gli operatori che intendono entrare nel mercato.

Altri punti di discussione sarebbero la possibilità di ridurre la puntata massimo a due euro, e il numero di licenze per i casinò terrestri, 12 o 15. Nonostante gli ultimi dubbi da sciogliere, il governo prevede di finalizzare la bozza prima della pausa estiva di luglio. In questo modo, il processo di notifica Ue di tre mesi potrebbe svolgersi durante l’estate, con l’entrata in vigore della legge in autunno. Questo potrebbe segnare l’avvio della procedura di gara per le nuove licenze online prima della scadenza della licenza unica quindicennale, fissata alla fine del prossimo anno.

AB/Agipro

Foto credits: Flickr CC BY-NC 2.0

 

Agipronews è anche su Whatsapp! Iscriviti al canale per rimanere sempre aggiornato, cliccando qui: https://whatsapp.com/channel/0029VbBR2Gx23n3m47K2xS1S