ROMA - Una «disparità di trattamento nei confronti delle imprese del gioco lecito, all'interno dell'ultimo bando per la concessione di contributi a fondo perduto alle categorie soggette a restrizioni, in relazione all'emergenza sanitaria da Covid-19»: la denuncia l'associazione dei gestori As.tro, che ha scritto una lettera al sindaco di Jerago con Orago per evidenziare l'«esclusione dal beneficio delle aziende del gioco pubblico, le più penalizzate nel corso della crisi pandemica: le prime ad essere chiuse, le ultime a riaprire, con oltre 200 giorni di inattività per effetto delle disposizioni volte a contenere il diffondersi della pandemia».
È bene precisare, si legge nella lettera, che «le imprese del gioco di Stato sono state chiuse al pari delle altre attività reputate non essenziali e che gli aiuti erogati dal Governo sotto forma di ristori sono stati insufficienti a lenire le difficoltà degli imprenditori, avendo avuto solamente un incidenza della appena il 7% sui mancati incassi».
La discriminazione «viene perpetrata nei confronti di aziende autorizzate, pienamente riconosciute regolate e controllate dallo Stato, che vantano sul territorio nazionale circa 150mila lavoratori», che «inevitabilmente subiranno conseguenze dovute alla mancanza di liquidità delle aziende». Si tratta di «riflessi occupazionali che avrebbero dovuto essere valutati», per «affrontare la crisi secondo parametri obiettivi e nel rispetto del principio di uguaglianza». As.tro quindi rivolge «un appello al sindaco perché faccia quanto necessario per evitare discriminazioni di aziende che operano nella legalità, vista come unico parametro su cui ragionare per raggiungere contributi a fondo perduto».
MSC/Agipro
Giochi, As.Tro scrive al sindaco di Jerago con Orago: "Bando per contributi a fondo perduto è discriminatorio, le aziende del settore vanno incluse"