ROMA - «Ad oggi, non esistono (né sono state da nessuno ipotizzate) restrizioni per l’offerta e la promozione del gioco online», mentre a livello locale sono molti i limiti imposti al gioco terrestre che riguardano la pubblicità, le distanze minime dai luoghi sensibili e gli orari per l'accensione degli apparecchi, che «interessano quasi l’80% del territorio». È quanto si legge in una nota di Isabella Rusciano, dello staff legale di Astro, che evidenzia come «il canale terrestre esprima una performance di sostanziale stabilità». Il gioco online e le scommesse, invece, fanno registrare un aumento rispettivamente del 19 e del 34%, grazie a «tre benefiche prerogative che il mercato ha loro consegnato»: innanzitutto non devono sottostare alle restrizioni orarie, poi sono prodotti particolarmente affini al mondo giovanile (aspetto che «ha comportato un'espansione del bacino di utenza che altri giochi non possono più utilmente coltivare») e, infine, possono giovare della pubblicità che, per le slot "terrestri", «è praticamente impossibile». 
Una clientela giovane e la promozione commerciale «trainano quindi un mercato che ha tutte le carte in regola per raggiungere gli stessi picchi di sviluppo per molti altri anni, visto che prima o poi la crescita modesta degli altri giochi finirà per evolversi in una stagnazione». Se i limiti orari e le distanze dai luoghi sensibili vengono fissati per le slot installate in bar e tabacchi per "difendere" i giovani dal gioco, «è evidente che le soluzioni pensate siano anni luce distanti dai rispettivi target di tutela», spiega l'avvocato Rusciano. In un contesto come questo, i distanziometri e i limiti orari non vengono «neppure percepiti dagli utenti come strumenti per la loro salvaguardia». Per questo, il centro studi AS.TRO si impegnerà a studiare la correlazione tra alcuni provvedimenti (come ad esempio le limitazioni orarie) e l'andamento del mercato (con la conseguente espanzione di altri prodotti di gioco), predisponendo «una sezione dedicata a compilare contributi tecnici da mettere a disposizione degli interlocutori istituzionali». RED/Agipro