ROMA - Condividiamo "la necessità di salvaguardare i centri storici dall’insediamento delle sale da gioco (per una questione di decoro urbano)", ma "abbiamo sempre manifestato forte contrarietà alla politica del 'distanziometro' perchè, oltre a non arrecare alcun beneficio alla lotta della dipendenza, finisce per concentrare l’offerta di gioco legale nei soli quartieri periferici e, di contro, a favorire l’insediamento dell’offerta illegale all’interno dei centri urbani". È quanto si legge in una lettera inviata dal presidente di As.tro, Massimiliano Pucci, al quotidiano "Ciociaria Oggi", in cui si segnala che "il fenomeno della concentrazione dell’offerta legale di gioco nei quartieri periferici delle grandi città è il risultato di una politica" adottata da regioni ed enti locali che "ha imposto che i punti di offerta di gioco possano essere collocati soltanto in aree che si trovino ad una distanza minima da determinati luoghi sensibili", ma "non esiste, tuttora, alcuna evidenza scientifica che attesti che la necessità di dover percorrere qualche centinaio di metri in più sia un elemento in grado di dissuadere i giocatori problematici dal recarsi comunque a giocare". Il giocatore problematico "non è certo scoraggiato dall’idea di spostarsi per soddisfare il suo desiderio di giocare", si legge nella lettera, che sottolinea come "il criterio che avrebbe dovuto guidare l’individuazione dei luoghi sensibili sarebbe dovuto essere quello della specifica destinazione di un luogo ad ospitare soggetti che, per età o specifiche condizioni personali, siano da ritenere potenzialmente vulnerabili ai fenomeni di dipendenza". Le regioni invece "hanno inserito nella categoria dei luoghi sensibili anche dei luoghi che non sono specificamente destinati ad ospitare soggetti potenzialmente vulnerabili alla dipendenza da gioco".
RED/Agipro
Giochi, As.tro a Ciociaria Oggi: "Distanziometro non incide su lotta a dipendenza e favorisce illegalità"