ROMA - «La pressante richiesta ai Comuni della provincia di Ancona» da parte della CISL «di adottare ulteriori restrizioni» sul gioco «rispetto a quelle già introdotte dalla legge regionale» si fonda sui dati della piattaforma GEDI, che «sono incompleti ed erroneamente esposti», perchè «fanno percepire la falsa equivalenza tra raccolta e spesa». Lo spiega l'associazione dei gestori Astro in una nota, in cui mostra i dati relativi alla spesa di gioco del 2016 per gli apparecchi leciti nella Provincia di Ancona, pubblicati sul sito dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, dai quali si riscontra che «la spesa giornaliera pro-capite in ogni singolo Comune non supera mai quella di 4-7 sigarette». Astro riconosce che si tratta di una «spesa sicuramente 'non trascurabile', ma sempre lontana da quelle soglie di 'allarme prioritario' che i cittadini riconoscono, come ha dimostrato l’indagine Nomisma “Il Manifesto degli Italiani” del 15 febbraio scorso». L'associazione quindi invita la CISL ad evitare «il ricorso alle fake news, collaborando lealmente con le istituzioni» che ricostruiscono «la reale fattezza dei fenomeni su cui sono chiamate ad intervenire».
MSC/Agipro