ROMA - Gli operatori sanitari che si occupano di dipendenza, attribuendo il numero di giocatori patologici unicamente al gioco terrestre, rischiano di cadere in un dupice errore: innanzitutto, «si pensa e si vuol far credere che chi distribuisce gioco legale sia un "marziano"», mentre invece è «un genitore, vive nello stesso territorio in cui lavora» e, con la sua attività, è presidio di legalità sul territorio. Inoltre, «si pensa e si vuol far credere che limitando il solo gioco terrestre» si possa evitare alle persone di diventare dipendenti. Se così fosse, «allora tutto il gioco andrebbe abolito subito» e non «limitato a qualche ora». È la denuncia dell'associazione dei gestori Astro, all'indomani del convegno sul gioco patologico che si è svolto a Napoli, con la partecipazione di diversi operatori sanitari. «In Italia i giocatori sono 30 milioni e ci sono 15mila pazienti di GAP, metà dei quali già seguiti per altre dipendenze. Il gioco, pertanto, ha causato non più di 8000 casi di dipendenza, mentre per milioni di altre persone è innocuo. Sicuramente costituisce uno stile di vita che non va incentivato», ma «lo Stato deve farsi carico di gestire un settore che non può lasciare alla criminalità». RED/Agipro