ROMA - "I proibizionisti non considerano che un bacino di utenti di 30 milioni di persone che domandano quotidianamente gioco non si gestisce con distanziometri metrici e limitazioni orarie di accensione delle slot lecite. L’effetto che queste soluzioni normative producono è quello di non far lavorare i congegni leciti, i quali, pertanto, perdono di appeal". E' quanto sottolinea l'associazione Astro in una nota. "La reazione di chi dal gioco vuole trarre guadagni elevati e fiscalmente occultati non può che essere quella di adottare strumenti diversi, quali i dispositivi muniti di connettività, per far giocare gli utenti su una sala giochi virtuale e clandestina". L'associazione sottolinea che "l’ultima indagine che le cronache raccontano identifica nell’on–line lo strumento attraverso il quale si può proporre gioco (non legale e non tassato) all'interno delle aree sensibili, e all'interno delle ore sensibili".
"Proprio nel momento in cui l’evoluzione tecnologica degli apparecchi leciti può consentire un’elevata efficienza dei controlli preventivi e repressivi - continua la nota - il gioco legale viene spento per 12-14 ore al giorno, oppure distanziato sino ai margini dei confini urbani". Secondo Astro, le verifiche di salvaguardia sono tardive e incomplete: "Se a ciò si aggiunge che il clima anti-gioco consente di applaudire una spesa pubblica di 43.000 euro (per esempio quella della regione Lombardia per un Comune del distretto) stanziata e approvata per contare le stesse slot (lecite) che ADM già conta quotidianamente, un cambiamento di approccio sul gioco lecito dovrebbe assumere una rilevanza politica molto più marcata". RED/Agipro