ROMA - «Abbiano lanciato l'allarme in tutte le sedi, ormai la misura è colma. Ora si rischia il collasso del sistema». Lo sottolinea all'Adnkronos, Geronimo Cardia, presidente di Acadi, Associazione dei concessionari di giochi pubblici, in merito alle nuove tasse sui giochi. «Aumentare la pressione fiscale sul gioco non è come aumentare il prezzo delle sigarette, che finisce per pagarlo il consumatore - spiega Cardia - qui, invece, si va a ridurre il margine sulla filiera e il sistema concessorio. Il margine di guadagno sui giochi è di 18 miliardi, di cui 10 di imposte e quindi ne restano 8 ai concessionari. Con le nuove misure si rosicchiano altri settecento milioni l'anno. Dal 2012 ad oggi c'è stata una riduzione di 5 miliardi». «L'Ufficio parlamentare del bilancio a maggio 2018, prima di queste nuove decisioni di tassazione, aveva indicato al Parlamento che la pressione fiscale porta al collasso del sistema - conclude Cardia - Con questi aumenti salteranno tutti gli investimenti fatti dai concessionari e c'è il rischio di un calo del gettito fiscale per lo Stato». RED/Agipro