ROMA - «L’emergenza Covid ha determinato il blocco delle attività del gioco pubblico per oltre 8 mesi su 14, dall’inizio del 2020 a oggi» e «la reiterata e totale interruzione delle attività sta incrementando esponenzialmente il rischio di riduzione del perimetro di legalità, favorendo la proliferazione di attività illegali». E’ la sintesi dell’intervento del presidente di Acadi, Geronimo Cardia, in audizione dal Comitato "Prevenzione e repressione delle attività predatorie della criminalità organizzata durante l'emergenza sanitaria" della Commissione Antimafia). «Le chiusure sono andate a colpire un comparto che costituisce un autentico presidio di legalità» e «le imprese più in difficoltà potranno diventare preda di infiltrazioni criminali», ha spiegato. «Le conseguenze di tutto ciò si stanno rivelando drammatiche. L’impatto sui livelli occupazionali, in un settore che coinvolge oltre 150mila famiglie, è enorme», ha proseguito. «Gli effetti di tali dinamiche rischiano di diventare insostenibili a più livelli, considerando che il settore del gioco pubblico assicura alla casse dello Stato un gettito erariale pari a oltre 11 miliardi l’anno. Appare, quindi, sempre più urgente la riapertura delle attività, utilizzando i protocolli sanitari già disponibili, che garantiscono assoluta sicurezza ai lavoratori e agli utenti».
RED/Agipro