ROMA - Una complessa indagine durata diversi anni che ha portato alla scoperta di un articolato giro d’affari che ha sottratto illecitamente denaro alle casse dello Stato. È quanto è emerso con l'operazione "Rouge et noir", condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia e dal gruppo Scico della Guardia di Finanza, che ha portato all'arresto dell'imprenditore Francesco Corallo, numero uno di Global Starnet, e altri quattro indagati, tra cui l’ex deputato del Pdl Amedeo Labocetta, e a suo tempo amministratore della società. Peculato, riciclaggio di denaro, mancato pagamento del Preu e altri reati fiscali sono stati contestati agli indagati. "Un'operazione di eccezionale importanza", ha spiegato durante la conferenza stampa Giuseppe Pignatone, procuratore della Repubblica di Roma. L'indagine ha portato al sequestro di beni per un valore stimato di 80 milioni di euro, tra cui un casinò nelle Antille Olandesi (dove è stato arrestato Corallo). Oltre ai reati fiscali, l'operazione ha accertato una fitta attività di lobbying, in parte lecita e in parte illecita. Secondo le indagini, tra il 2004 e il 2014, Corallo e gli altri associato avrebbero sottratto 200 milioni di euro al fisco, in parte appropriandosene personalmente, in parte portando all'estero tali somme attraverso una serie di società fittizie ("Shell companies"). "Una gigantesca manovra di evasione fiscale e di riciclaggio di denaro", ha spiegato Pignatone. LL/Agipro

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