LONDRA - “La materia del gioco - come ha notato Temmink della Commissione UE - non è armonizzata” dichiara ad Agipronews Giovanni Garrisi, Executive Chairman Stanleybet, “e quindi è necessario un approccio che tenga conto delle caratteristiche peculiari di ogni paese”. La compagnia di Liverpool sceglie toni morbidi per commentare le dichiarazioni rilasciate dal rappresentante della Commissione Ue.
“L’Italia - prosegue Garrisi - ha il problema di come garantire l’accesso al sistema ad un operatore, come la Stanley, che nelle precedenti gare è stato sottoposto a pesanti discriminazioni, come recentemente confermato dalla sentenza Laezza della Corte UE. In queste condizioni, senza la preventiva rimozione degli effetti delle discriminazioni subite, qualsiasi nuova gara sarebbe irregolare per definizione".
La Stanley, dal canto suo, ha già sottoposto al regolatore le sue "proposte di accordo" su come consentire l'ingresso nel sistema: il rinnovo delle attuali concessioni quindi "appare la via corretta sia per consentire questo doveroso percorso di rientro sia per concordare con regioni ed enti locali gli aspetti logistici (distanze, diminuzione dei punti di gioco) del nuovo sistema del futuro".
NT/Agipro