ROMA - Il passaggio alla tassazione sul margine e la liberalizzazione del palinsesto scommesse hanno portato un cospicuo aumento del gettito erariale per lo Stato, passato dai 239 milioni del 2014 ai 373 del 2018 (+56%). E’ quanto ha illustrato Roberto Fanelli, a lungo direttore dei Giochi all’Agenzia delle Dogane e Monopoli, intervenendo al convegno “Gaming in Germany” in corso a Berlino. L’ex dirigente di Adm ha ricordato che tra il 2014 e il 2015 era stata regolarizzata l’attività di diversi operatori illegali e poi – nel 2016 – si era sostanzialmente cambiato il modello fiscale, passando dalla tassazione sulla raccolta a quella sul margine”. Le riforme di quegli anni, ha proseguito, hanno consentito di offrire “quote migliori, di combattere l’offerta non autorizzata, di competere con gli operatori offshore”, seguendo il ragionamento che “più l’operatore guadagna, più lo Stato guadagna”. I risultati sono stati estremamente positivi, ha aggiunto Fanelli: “Maggiore controllo del settore, più introiti fiscali, monitoraggio più efficiente sui fenomeni di manipolazione degli eventi sportivi, maggiore facilità nel contrato al riciclaggio”. Gli introiti fiscali, negli anni dell’introduzione delle nuove norme, sono aumentati notevolmente, ha concluso, passando “dai 239 milioni del 2014 ai 373 del 2018”, con un aumento del 56% in pochi anni.

NT/Agipro

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