ROMA - "Il modello italiano - fondato su una piattaforma che vede la collaborazione di leghe sportive, federazioni, regolatori del gioco, forze dell'ordine - è il più simile a quello disegnato dal consiglio d'Europa nella convenzione Ue per il contrasto al match-fixing". E' l'opinione di Antonio Costanzo - vicepresidente dell'Essa, l'organizzazione internazionale che raggruppa 19 bookmaker europei e asiatici, con oltre 40 milioni di clienti - commentando, ad Agipronews, gli ultimi scandali che hanno colpito il calcio italiano. Perché allora le frodi sono all'ordine del giorno in Italia? "Probabilmente bisogna fare di più in termini di prevenzione e educazione di giocatori e dirigenti, spesso si è scoperto che le frodi non erano finalizzate a profitti da scommesse ma che nascevano da motivazioni strettamente sportive. Ecco perché capita che le partite possano essere truccate ma che non risulti nulla a noi che monitoriamo le giocate e le quote". Secondo Costanzo, è comunque utile che le leghe calcistiche si dotino di consulenti che monitorino le scommesse sugli eventi sportivi, come avviene già per Serie A, Serie B e Legapro: "L'Essa ha un protocollo che impone di segnalare le eventuali anomalie alle istituzioni sportive, poi saranno magistratura e forze dell'ordine a dover indagare. Non possiamo, in ogni caso, rivelare dettagli sugli eventi né in quali nazioni si sono svolte le potenziali anomalie", ha concluso. NT/Agipro