ROMA – La spesa nel settore dei giochi nel 2022 ammonta a 20,3 miliardi di euro, a fronte di una raccolta di 136 miliardi di euro “in crescita soprattutto per l’emersione del gioco illegale”. E' quanto si legge nel bilancio di sostenibilità presentato durante il forum “Il gioco pubblico alla sfida della sostenibilità” promosso da Acadi, l’associazione dei concessionari di giochi pubblici, svoltosi presso la sede di Confcommercio. Oltre la metà della domanda di gioco è presente negli esercizi generalisti. “Aggiungendo la rete specializzata - prosegue il documento illustrato da Acadi -, oltre l’80% della domanda di gioco è rimasta, ancora nel 2022, nella rete 'fisica', pur crescendo la componente del gioco a distanza negli ultimi anni”. Non mancano le questioni irrisolte sul territorio: la presenza dei diversi prodotti di gioco ad oggi “è messa in discussione da leggi regionali e provinciali laddove prevedono distanziometri espulsivi che rendono non insediabile la quasi totalità del territorio”, riporta il rapporto. “Le leve di sostenibilità del comparto possono essere minate dalla questione territoriale. Sono stati promossi diversi tentativi di riordino nel tempo, ma ad oggi nessuno di essi è stato portato a compimento. Il riordino previsto nella Delega al Governo per la riforma fiscale non può prescindere dalla soluzione della questione territoriale e da una distribuzione equilibrata tra rete specializzata e rete generalista”.
GM/Agipro