ROMA - "Negli ultimi vent'anni c'è stata una continuità demagogica da parte di chi ha governato che non è servita a nulla, anzi, ha creato problemi alle imprese del gioco legale, alle imprese concessionarie dello Stato e conseguentemente ha favorito l'illegalità e il ricorso all'online, che porta all'erario meno rispetto al gioco retail". E' quanto ha detto Andrea De Bertoldi, deputato della Lega e membro della Commissione Finanze, intervenuto al seminario organizzato dall’Istituto per la Competitività (I-Com) e da Igt, dedicato all'Aggiornamento sullo stato del riordino del gioco in denaro in Italia. "E' necessario, oggi, rivedere il posizionamento fiscale, in particolare con il coinvolgimento degli enti territoriali. Occorre che il gioco legale torni competitivo e possa limitare la ludopatia. Servono poche norme, ma chiare. Il gioco deve rimanere uno sfizio, non un vizio".

Per Raoul Russo, Senatore di Fratelli d’Italia e membro della Commissione Bilancio, "è necessaria una regolamentazione del settore del gioco, anche se sappiamo che è molto complessa. Bisogna prestare massima attenzione al dark web e al gioco illegale, i politici non possono girarsi dall'altra parte. Il discrimine tra chi gioca per divertimento e chi invece è affetto da ludopatia è molto sottile, ecco perché sono necessarie leggi chiare e precise che aiutino tutti gli italiani, senza discriminazione. Il riordino fa bene a tutti, imprenditori, politica ma soprattutto ai cittadini".

Secondo Stefano Vaccari, Deputato PD Commissione Agricoltura e coordinatore Intergruppo parlamentare per la sensibilizzazione sui rischi del gioco d'azzardo, "serve trovare un punto di equilibrio nel gioco fisico tra richieste degli imprenditori e quelle dei consumatori italiani. Sulla riforma del gioco online, il Governo avrebbe potuto attuare misure più stringenti per mettere paletti e ostacoli tecnici per prevenire l'illegalità, ad oggi invece ancora alla mercé delle organizzazioni criminali".

FP/Agipro