ROMA – “L'Italia è uno dei principali mercati d'Europa da vent'anni perché è uno dei Paesi che sono riusciti a canalizzare meglio il gioco legale. Ma dopo il Covid si è fatta ancora più urgente la necessità di un riordino, riequilibrando i sistemi di tassazione e potenziando la tutela dei consumatori”. Queste le parole di Emmanuele Cangianelli, presidente Egp – Fipe, durante l'evento “Prospettive del settore dei giochi in Italia: fiscalità ed interventi regolatori”, organizzato a Roma da I-Com (Istituto per la Competitività) e Brightstar Lottery Italia.
“Il riordino del gioco pubblico – ha continuato Cangianelli – è necessario anche per l'emergere di nuovi fenomeni, come l'ibridazione fra gioco a distanza e gioco retail. L'evoluzione tecnologica e dei consumi ci porterà sempre più verso soluzioni 'omnichannel' e 'multichannel'. Per quanto riguarda la questione fiscale, se è normale che la tassazione sul gioco fisico sia più alta, l'attuale normativa distorce il mercato e la concorrenza. È fondamentale anche controllare i flussi finanziari per contrastare il gioco illegale. Ci sono degli standard internazionali di controllo, probabilmente non funzioneranno immediatamente, ma non avere nessun strumento simile di intervento non è certo lo scenario migliore. Da qualche parte bisogna pur cominciare. Saranno importanti, per questo, gli investimenti tecnologici nelle nuove concessioni”.
“Non bisogna fare l'errore di confrontare i dati di oggi con quelli del 2004, quando gli apparecchi non erano ancora stati legalizzati, le scommesse erano poco diffuse e avevamo pochissimi giochi da ricevitoria. Il settore del gioco era totalmente diverso”, ha commentato Emilio Zamparelli, presidente del Sindacato Totoricevitori Sportivi (Sts). “In Italia – ha aggiunto – abbiamo una spesa molto alta per il gioco e uno dei sistemi di regolamentazione migliori al mondo, con la presenza di un ente regolatore forte che favorisce il mercato legale e combatte quello illegale. Certo, è preoccupante che la raccolta cresca, ma calino le entrate erariali. Per questo, il riordino deve essere rapido, altrimenti si faranno danni ai giocatori, al settore e all'Erario. È interessante notare che due giocatori su cinque preferiscano ancora il gioco fisico, che rimane un punto di riferimento importante. Bisogna infine lasciar perdere misure come il distanziometro e le fasce orarie, che non hanno portato nulla di positivo”.
DVA/Agipro