ROMA – “Il settore è gravato da tre diverse tipologie di imposte che nel complesso assicurano allo Stato circa 7 miliardi di euro all’anno. Queste entrate rappresentano una risorsa fondamentale per finanziare i servizi indivisibili, come sicurezza, giustizia e sanità, e costituiscono una componente strutturale delle finanze pubbliche”, così Pasquale De Lucia, ex Direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per la Regione Campania. “A livello nazionale c’è stata una riforma dei giochi, ora la necessità è quella di riformare il sistema attuale introducendo regole certe e imposte sostenibili, in grado di garantire sia la stabilità economica del settore sia una maggiore trasparenza”, conclude.
Giuseppe Catapano, rettore emerito dell’Università Popolare di Milano, ha messo il focus sulla centralità del gioco legale. “Il settore del gioco legale è parte integrante del tessuto economico del Paese e non può essere trattato come un comparto marginale. Le banche sono strumenti di garanzia pubblica, non entità arbitrarie. Non possono decidere autonomamente di escludere intere categorie economiche riconosciute dallo Stato solo perché giudicate eticamente sensibili o non allineate ai codici interni, una situazione che viola i principi di parità economica e mina le basi di un sistema che si professa regolato e trasparente. Il mondo del gioco legale deve poter lavorare con dignità, e lo Stato ha il dovere di garantire che ogni attività autorizzata possa accedere senza ostacoli a tutti i servizi bancari”, conclude Catapano.
EMT/Agipro