ROMA - Nel Rapporto Italia 2020, l’Eurispes aveva sottolineato «la necessità di ottenere un riconoscimento giuridico, nell’ambito del diritto sportivo, dei videogiochi che rispecchiano i valori sanciti nella Carta Olimpica», anche per «controllare le situazioni di rischio come scommesse illecite e comportamenti illegali». Un anno dopo, «il percorso di riconoscimento è stato tracciato, ma resta aperta la questione su quali eSport potranno essere riconosciuti nell’ambito del diritto sportivo». È quanto si legge nel Rapporto Italia 2021 dell'Eurispes, illustrati oggi nel corso di una conferenza stampa alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma.
«Per il momento, il Cio ha esortato le Federazioni Internazionali a riconoscere gli sport virtuali in cui è presente l’attività fisica del giocatore», con particolare attenzione «alla regolamentazione della concorrenza leale, al rispetto dei valori dello sport ed al raggiungimento di un nuovo pubblico». Anche se l'Italia sembra essere «in ritardo per quanto riguarda lo sviluppo di infrastrutture dove si può giocare e competere con i videogiochi», sul piano istituzionale, «sta facendo da apripista a livello giuridico e regolamentare, grazie al lavoro del comitato promotore eSport Italia – Coni, alla collaborazione dell’Eurispes e di alcuni fra i principali Atenei italiani».
MSC/Agipro
Rapporto Eurispes 2021, eSport: "Italia apripista a livello giuridico e regolamentare"