ROMA - «Gli eSports sono una finestra su un mondo nuovo, su forme di comunicazione e contatto con cui l'industria, non solo quella del betting, deve avere a che fare». Ferdinando Ferrero, Direttore vendite italiane di Sportradar, ha fatto il punto della situazione sul rapporto tra il mondo degli eSports e quello del betting, a circa un anno di distanza dall'apertura delle prime scommesse sui tornei di vidoegiochi in Italia: «Gli eSports, per i bookmaker, difficilmente rappresenteranno un asset strategico per fare margine: la comunità che li pratica è molto "ristretta", nel senso che servono alte competenze per starci dentro. Mi ricorda un po' il vecchio mondo degli appassionati dell'ippica. Ma - ha sottolineato Ferrero - sarebbe un errore trascurare questa comunità. Per gli operatori del betting, investire sugli eSports è un modo per parlare a un pubblico diverso da quello a cui parlano di solito, un modo per attirare nuovi clienti e magari avvicinarli ad altri prodotti della loro offerta». In particolare, sulla situazione italiana, Ferrero ha precisato che «si tratta di un mercato giovane, scelto ancora da pochi operatori. Alcuni danno solo una copertura "semplice" dei tornei, altri cercano di essere più attraenti aprendo una vasta serie di "side bets". Ripeto, anche per l'Italia, non saranno il gioco di punta nel portfolio, ma attraverso un meccanismo di trasversalità possono trainare nuovi segmenti di giocatori su altri prodotti». AG/Agipro
eSports, Ferrero (Dir. Vendite Sportradar Italia): «Per gli operatori un'occasione di arrivare a nuovi utenti»