ROMA - “Da un Comune a un altro cambiano le norme. E’ il caos. Bisogna coinvolgere gli enti locali, magari condividendo il gettito. Ho presentato un emendamento, visto che siamo in regime di proroga. Ci sono dei diritti di concessioni dormienti, autorizzazioni restituite. Sono concessioni che potrebbero essere rimesse in circolazione, circa 5mila nel campo delle scommesse e 20mila per le awp. Potrebbe portare a rinvigorire il sistema e la concorrenza, garantendo introiti per lo Stato nel biennio 2025-26 pari a 100 milioni di euro”. Sono le parole di Andrea De Bertoldi del Gruppo Misto durante “Enada Workshop 2024”. “Ricordo - prosegue - che all’opposizione mi sono battuto per sostenere le pmi italiane del settore, qualche volta ero guardato male. Il politico prima delle leggi deve superare il gap culturale, usato spesso per fare demagogia. E’ facile sparare sul gioco. La politica deve metterci la faccia. Il gioco non è un bene o un male, ma dipende da chi lo applica e gestisce, così come l’alcol”.
Anche Dario Damiani di Forza Italia è intervenuto: “Parliamo di imprese e lavoratori. Noi come partito siamo aperti al confronto. Bisogna ascoltare e dare risposte. In passato era difficile discutere su questo tema in Parlamento. Il gioco produce reddito e dobbiamo tutelare aziende e il pubblico. Il tema è sensibile e il sistema va reso confortevole per tutti. Le aziende sono evolute e hanno i controlli necessari per contrastare gli eccessi del gioco. Per questo bisogna passare alla riforma e abbandonare la logica delle proroghe”. Infine, il commento di Ubaldo Pagano del Partito Democratico: “La qualificazione dei punti di gioco rappresenta la tutela di alcuni interessi contrapposti. Da questo punto di vista è utile la riforma del gioco e la regolamentazione prevista, anche per una logica di uniformità nazionale, per dare un kit di regole entro cui muoversi”.
GL/Agipro