ROMA - «Il bando per scommesse in agenzia mi sembra un bluff, perché lo Stato non è in grado di erogarlo». Nel suo intervento al convegno “Oltre l'online”, in corso a Enada Primavera, Maurizio Ughi, presidente di Obiettivo 2106, non usa mezzi termini per delineare il quadro politico-istituzionale che influisce sul destino del comparto giochi. «L'accordo Stato-Regioni, che dovrebbe dare le linee per la distribuzione dei punti di gioco e quindi dare i parametri alle aziende per la partecipazione al bando, è rimasto lettera morta. E non penso che il Governo che verrà metterà il punto ai primi posti della sua agenda». A giudizio di Ughi, lo Stato ha di fatto rinunciato al suo monopolio, «delegando la distribuzione dei punti di gioco agli enti locali. A questo punto, tanto vale lasciare il sistema regolatorio, gestito dallo Stato, solo per l'online. Quanto alle agenzie, ognuno si regoli come può, a seconda delle varie normative locali». In ogni caso, ribadisce Ughi, «la scadenza di settembre per il prossimo bando scommesse, mi sembra a dir poco velleitaria. A meno che con il nuovo Governo arrivi qualcuno a battere i pugni e a dire “comando io”. Ma io non vedo chi possa farlo». La prospettiva auspicabile implica una riforma radicale: «Ci vorrebbe un Ministro dei Giochi, uno che possa contrapporsi con pari prestigio agli altri ministri, e possa davvero prendere decisioni. Altrimenti assisteremo a quello che si è verificato nei mesi scorsi, quando un sottosegretario non è riuscito a concludere praticamente nulla».
MF/Agipro