ROMA - “Il gioco online ha vissuto un momento di enorme crescita. Basti pensare che la spesa nel 2015 è stata di 820 milioni di euro e che nel 2021 ha toccato quota 4 miliardi. In realtà non è una sorpresa: l’online è sempre cresciuto a due cifre negli ultimi anni, la pandemia ha accelerato ma non rivoluzionato la tendenza: la quota di incidenza del segmento è passata dal 5% al 20% del totale del mercato”. Lo ha detto Maurizio Guerra, direttore prodotto online e marketing di Microgame, durante il convegno sul gioco online organizzato da Gioconews che si è svolto nel pomeriggio nell’ambito di Enada. I dati parlano chiaro, con una netta prevalenza di scommesse sportive e casinò, che ormai hanno il 90% del mercato, mentre gli altri giochi raccolgono oltre il 35% del totale dei giocatori unici nonostante raccolgano meno del 10% della spesa. “Le caratteristiche del giocatore – prosegue Guerra - ci dicono che quelli con ciclo di vita più lungo sono quelli che giocano ad almeno due prodotti. L’elemento di socialità rimane molto importante, specie per prodotti come Bingo e poker. L’alfabetizzazione dei giocatori è stata fondamentale, grazie anche allo sviluppo di nuovi device sempre più potenti. Paradossalmente, gli online puri hanno perso quote di mercato mentre sono cresciuti quelli con una presenza sul territorio: il bar, il punto vendita ricarica consentono alle persone di stare insieme e sono una formula vincente”. I primi due mesi del 2022 – ha detto Guerra - dicono che la spesa è inferiore allo stesso periodo dell’anno precedente: “Perché? L’anno scorso erano chiuse le sale e quindi i giocatori erano online, poi non dimentichiamo le dinamiche inflattive. Il costo della benzina e dell’energia è aumentato, mentre cala la spesa pro capite dei giocatori online. Oggi per l’industria è meno importante fare una promozione sulla ricarica o sulla spesa, piuttosto occorre puntare sull’intrattenimento tenendo conto della minore disponibilità di reddito delle famiglie. Questo porta maggiore valore al mercato stesso e agli operatori. Mi aspetto un 2022 con una spesa inferiore all’anno scorso, in ogni caso gli operatori devono fare una scelta sempre più orientata all’etica”.
NT/Agipro
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