ROMA - Secondo Guerra, “uno dei più grandi limiti che riscontro è che alcuni operatori credono di competere nel mercato del gioco d'azzardo, ma a nostro parere si tratta di una visione troppo limitata dell'industry. Siamo in realtà nel mercato dell'intrattenimento e competiamo nel segmento del tempo libero. I nostri competitors non sono solo gli altri operatori, ma sono i grandi media come NetFlix, Amazon, Disney e Facebook”. In questo quadro, “Microgame è fornitore di giochi e servizi per oltre 50 operatori, forniamo prodotti ad oltre metà del mercato (e siamo in crescita costante), per questa ragione non possiamo limitarci ad offrire tecnologia standard ma dobbiamo offrire flessibilità e personalizzazione”. Un elemento necessario per completare questa visione è il Pvr 3.0, “un progetto imperniato su diversi strumenti”, aggiunge Guerra. “Semplificazione dell'esperienza d'uso, strumenti che favoriscono l’engagement (fun bonus, Freebet), l’interazione tra Customer relationship management (Crm), Content management system (Cms) e Bms. I nostri clienti hanno proposto a febbraio 12mila campagne promozionali, utilizzando pochi clic grazie alla piattaforma. Crediamo nel Pvr perché il gioco è soprattutto un elemento sociale, è cruciale per la crescita e lo sviluppo personale e per coltivare tutte quelle relazioni che danno poi significato. Offrire un prodotto di intrattenimento basato sul gioco significa offrire elementi di socialità: i Pvr quindi non sono semplici venditori di ricariche ma piuttosto un elemento di aggregazione di comunità come è sempre stato nella nostra società

NT/Agipro

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