ROMA - «Questi provvedimenti ripropongono le stesse prassi che ci hanno fatto già tanto male. Siamo impotenti. Nonostante le rassicurazioni che ci erano state fatte e nonostante il presidente del Consiglio, Mario Draghi ci abbia detto che era intenzionato a far ripartire in sicurezza le imprese ci ritroviamo a punto e a capo». Lo ha detto all'Adnkronos è presidente di Fipe-Confcommercio, Lino Enrico Stoppani commentando le prime anticipazioni del nuovo Dpcm. «Osservo con amarezza - aggiunge Stoppani - che ci sono due tipi di imprese e di lavoratori: le imprese che vengono considerate essenziali e quelle che vengono considerate non essenziali; ci sono i lavoratori garantiti e quelli non garantiti. Si pone un vero e proprio problema di equità». Il provvedimento ristori, poi, rileva Stoppani, «se ne parla, ma non arriva. Quando arriverà il rischio è che molte imprese siano già fallite o chiuse». Per il presidente di Fipe, «non c'è solo l'emergenza sanitaria», c'è anche quella economica: «dietro ai fallimenti delle nostre imprese ci sono famiglie e lavoratori, oltre 1,2 milioni di persone. Stiamo vivendo una crisi di una gravità inaudita».
RED/Agipro