ROMA - La scelta di sospendere o ridurre alcune attività «non deriva dal
mancato rispetto delle misure di sicurezza, che sono state adottate con rigore anche a prezzo di sacrifici e costi», nè dal fatto che queste attività
«sono state ritenute non essenziali: siamo stati costretti a operare scelte
così radicali» a causa «dell'esigenza di ridurre il contagio diffuso ed esponenziale, riducendo le occasioni di socializzazione». Lo ha ribadito il presidente del Consiglio Giuseppe Conte al Senato, nel corso di un'informativa sull'ultimo Dpcm che ha stabilito la chiusura di sale giochi, scommesse, bingo e casinò. «Il Governo è consapevole degli immani sacrifici chiesti e, da subito, si è posto in ascolto. Per questo abbiamo ritenuto giusto confrontarci con i rappresentanti delle categorie più penalizzate e annunciare misure di ristoro», ha spiegato, riferendosi al decreto appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale e approdato questa mattina in Senato. «Oltre 2 miliardi sono stati riservati a un nuovo contributo a fondo perduto per le attività dei comparti interessati dalle disposizioni del Dpcm, con livelli di ristoro differenziati a seconda dell'intensità del danno economico subito dalle categorie».
MSC/Agipro