ROMA - «Le imprese sono ormai all'esasperazione: è inaccettabile che non sappiano ancora se e in che modi potranno svolgere la propria attività, hanno bisogno di chiarezza per programmare l'attività. Bisogna cambiare metodo, così non funziona». E' il commento di Confesercenti all'ultimo Dpcm che conferma la chiusura per diverse attività, tra cui sale giochi e scommesse, fino al 5 marzo e aggiunge il divieto d'asporto per bar ed enoteche. Si tratta di «una stortura da correggere immediatamente, perché rende ancora più odioso un divieto che è già di difficile comprensione. Si colpisce l'asporto per colpire gli assembramenti, che comunque continueranno anche con i bar e le enoteche chiuse per decreto. A questo si aggiunge l'incertezza che, come al solito, accompagna e precede i procedimenti restrittivi». 
RED/Agipro