ROMA - Le sanzioni previste dal DL Imprese «sono prive di capacità deterrenti, e vi sono strumenti deboli ai fini investigativi, che, ad esempio, non permettono di disporre intercettazioni e hanno termini di prescrizione ridotti». Lo ha detto il procuratore della Repubblica di Napoli, Giovanni Melillo, nel corso di un'audizione nelle Commissioni Finanze e Attività produttive. «Bisogna aumentare la risposta repressiva dello Stato, prevedendo reati adeguati alla gravità del momento e alla gravità di un'appropriazione indebita di denaro di cui, al momento, lo Stato non si può permettere il lusso», ha aggiunto il procuratore della Repubblica di Milano, Francesco Greco. «Bisogna modificare leggermente le fattispecie» dei reati e «aumentare le pene», ma «lasciare sotto il profilo meramente amministrativo - quindi togliere via dal penale - i finanziamenti fino a 25mila euro», ha concluso.
MSC/Agipro
DL Imprese, Melillo (proc. Napoli): "Sanzioni prive di capacità deterrenti"