ROMA - L’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19 «ha comportato, tra gli altri effetti sul tessuto economiconazionale, la chiusura pressoché totale del settore del gioco pubblico, per un periodo ad oggi individuabile in almeno 2 mesi, ma ragionevolmente destinato a protrarsi per 3 mesi od oltre». È quanto si legge nella memoria depositata dalla Confcommercio in Commissione Finanze della Camera sul DL Imprese. Confcommercio sottolinea «la necessità di misure di tutela e salvaguardia del sistema concessorio e delle aziende che ne fanno parte, ulteriori rispetto a quelle già previste» dal decreto Cura Italia.
«Per fronteggiare la crisi di liquidità generata dall’emergenza in corso, si rende necessaria la rateizzazione del prelievo erariale unico e del canone di concessione sugli apparecchi da intrattenimento, in 12 rate mensili, dei bimestri successivi a quelli di completa sospensione dell’attività; è inoltre necessario a tale fine sospendere temporaneamente l’attuale meccanismo di calcolo basato su acconti del prelievo erariale sugli apparecchi da intrattenimento» sostituendolo con un «meccanismo di calcolo sui dati effettivamente maturati e rilevati dalle reti telematiche a saldo, da rateizzare in 12 mesi». Sul fronte del bingo, «è opportuno che il versamento del prelievo erariale e il compenso per il controllore centralizzato del gioco, calcolato sul costo delle cartelle del bingo, sia effettuato dai concessionari, in maniera differita a novanta giorni dalla data del ritiro delle cartelle stesse a partire dal riavvio delle attività e fino al 31 dicembre 2021». LL/Agipro