ROMA - «Anche considerando l’effetto positivo di alcune delle misure contenute nel DL Cura Italia e supponendo un completo utilizzo delle linee di credito disponibili, le nostre stime indicano che, tra marzo e luglio, il fabbisogno aggiuntivo di liquidità delle imprese
possa raggiungere i 50 miliardi». Lo ha detto Paolo Angelini, capo del dipartimento Vigilanza bancaria e finanziaria della Banca d'Italia, nel corso dell'audizione nella Commissione d'inchiesta sulle banche sulle iniziative della task force per l'utilizzo delle misure di supporto alla liquidità adottate dal Governo con il DL Cura Italia. «Vediamo con molto favore la costituzione della task force» - comprendente oltre al MEF, la Banca d’Italia, l’Associazione Bancaria Italiana (ABI) e il Mediocredito Centrale (MCC) - che «rappresenta un importante luogo di coordinamento e di scambio di idee, che contribuisce a migliorare il lavoro di ciascuno dei partecipanti».
«Sulla base di nostre valutazioni, a marzo la produzione industriale avrebbe subito una contrazione pari a circa il 15%» e «l’aumento dell’incertezza e i vincoli alla mobilità graveranno comunque fortemente sui consumi privati. L’improvvisa riduzione – o per alcune categorie di lavoratori, il completo venire meno – del reddito può tradursi in difficoltà di
rimborso dei debiti», spiega. «Nel breve temine, gli interventi a sostegno dei redditi delle famiglie e della continuità aziendale delle imprese avranno l’effetto di contenere, anche in misura significativa, il flusso di prestiti deteriorati. Nel medio termine le ricadute dell’epidemia sulla qualità del credito dipenderanno dalla durata della recessione e dalla
rapidità della ripresa». La task force «si adopererà per chiarire le tempistiche, al fine di evitare inutili aggravi burocratici per la clientela e gli intermediari», conclude.
MSC/Agipro