ROMA - «Tenuto conto che quasi la totalità delle misure per la gestione dell'emergenza sono potenzialmente idonee ad incidere, anche solo indirettamente, sulle attività produttive, si valuti la possibilità di precisare che la regione è tenuta ad astenersi dall'adozione di misure che incidano "direttamente" sulle attività produttive». E' quanto si legge nel documento del Servizio Studi per l'attività consultiva della Commissione per le questioni regionali che accompagna il DL recante Misure urgenti per affrontare l'emergenza epidemiologica da COVID-19, all'esame della Commissione Affari sociali della Camera. Il provvedimento prevede che «le Regioni, in relazione a specifiche situazioni sopravvenute di aggravamento del rischio sanitario, possono introdurre misure ulteriormente restrittive, esclusivamente nell'ambito delle attività di loro competenza e senza incisione delle attività produttive e di quelle di rilevanza strategica per l'economia nazionale», mentre «i sindaci non possono adottare, a pena di inefficacia, ordinanze contingibili e urgenti dirette a fronteggiare l'emergenza in contrasto con le misure statali, né eccedendo i limiti» fissati dal Governo.
MSC/Agipro
DL Covid-19, Servizio Studi Camera: "Norme regionali non devono incidere direttamente su attività produttive"