ROMA - L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) ha archiviato il procedimento sanzionatorio contro la piattaforma di streaming e contenuti Kick, nato nel 2025 per violazioni del divieto di pubblicità del gioco, secondo quanto stabilito dal Decreto Dignità del 2018. L'azienda, con sede in Australia, non è stata quindi ritenuta responsabile per la presenza, scoperta dalla Guardia di Finanza, di 19 video in Italiano che potevano essere considerati forme di promozione del gioco. “L’assoluta mancanza di alcun tipo di rapporto commerciale con i content creator”, si legge nella delibera dell'Autorità, esclude qualsiasi responsabilità per Kick. Agcom ha inoltre fatto riferimento al Regolamento dell'Unione Europea "Digital Services Act", secondo cui il prestatore di servizi di hosting non è responsabile dei contenuti illegali memorizzati se “non sia effettivamente a conoscenza” dell’illecito o se “agisca immediatamente per rimuovere i contenuti” una volta informato. Di conseguenza, spiega l'Autorità, “non deriva un impegno da parte della società che gestisce una piattaforma on line a verificare preventivamente i contenuti caricati”.

Nel caso in esame, Kick aveva immediatamente provveduto alla rimozione di tutti i video contestati e a disabilitare il canale in cui erano stati pubblicati. La piattaforma non ha inoltre ricevuto alcun compenso o vantaggio economico dalla presenza online di questi contenuti. Proprio su questo punto, Agcom ha precisato di aver sanzionato, in passato, piattaforme e siti dove fosse emersa una partnership commerciale e un guadagno derivato da introiti pubblicitari.

Secondo la ricostruzione della Guardia di Finanza, i 19 video in questione mostravano “sessioni di gioco in real time” con “particolare enfasi alle vincite ottenute, che rappresentano il momento clou delle dirette streaming". Erano inoltre presenti link a siti di gioco.

DVA/Agipro