ROMA - «Non penso che togliere la pubblicità elimini la ludopatia, ma ogni azione del Governo per ridurla è utile». È quanto sostiene il presidente dell'Upa (Utenti pubblicità associati), Lorenzo Sassoli de Bianchi, interpellato sul decreto dignità che ha introdotto il divieto di pubblicità per il gioco. «Il decreto non lo boccio, ma si potrebbero trovare delle formule meno radicali che vadano nella direzione di proteggere le persone», spiega. La misura del governo «colpisce soprattutto le tv generaliste, perché sfido chiunque a bloccare la pubblicità su internet», dove abbondano i server esteri. Gli investimenti nel gioco, lo scorso anno, sono stati pari a «75 milioni di euro, sostanzialmente sulla televisione», dice Sassoli de Bianchi, ribadendo che la misura «non è risolutiva. Esiste già un codice di autodisciplina che protegge alcune fasce, si poteva agire su questo».
RED/Agipro
Stop pubblicità dei giochi, de Bianchi (UPA): "Sarà difficile bloccare gli spot in rete"