ROMA – Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso di un concessionario online, che chiedeva l'annullamento di una multa di 50mila euro comminata dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) per violazione di alcune disposizioni contenute nel decreto Dignità. La sanzione è arrivata poiché l'operatore aveva diffuso, in orari notturni, pubblicità di alcuni giochi offerti sulla propria piattaforma. Il tribunale regionale ha smentito l'inapplicabilità della norma, poiché non essendo riconducibile a una regola tecnica "non appare, ad avviso del Collegio, essere soggetta, come asserito dalla parte ricorrente, all’obbligo di comunicazione" alla Commissione europea "poiché il divieto di pubblicità del gioco di azzardo ha, nel caso in esame, portata generale, operando indipendentemente dal mezzo pubblicitario con il quale viene posta l’attività in parola". La norma non sarebbe riconducibile a una regola tecnica "in quanto lo stesso non attiene ad un servizio della società dell’informazione" bensì "alla pubblicità del gioco d’azzardo con qualsiasi mezzo effettuata, cioè non necessariamente tramite servizi web". Il divieto della pubblicità del gioco d'azzardo, ribadisce il Collegio, prescinde quindi dal mezzo con il quale viene posta in essere. Il ricorrente sosteneva anche la violazione del principio di libera iniziativa economica, assunto respinto dal Tar poiché la scelta di optare per un divieto assoluto di pubblicità del gioco rappresenta "una scelta discrezionale del legislatore, non caratterizzata da manifesta irrazionalità con la quale vengono introdotti dei limiti alla libertà di iniziativa economica con il fine di proteggere la salute dei consumatori dalla dipendenza dal gioco". Per questo il Tar ha confermato la sanzione di 50mila euro dell'Agcom al concessionario online.

GM/Agipro

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