ROMA - La Procura di Lecce ha chiuso l’inchiesta relativa all'operazione "Dirty Slot" di gennaio, con cui è stata smantellata una presunta associazione mafiosa dedita alla gestione del gioco d’azzardo, nelle province di Lecce, Brindisi e Taranto. L’avviso di conclusione delle indagini è a firma del pm Carmen Ruggiero. Risultano indagate 29 persone con le accuse di associazione per delinquere di tipo mafioso, frode informatica, esercizio di giochi d’azzardo ed esercizio abusivo di giochi e scommesse aggravati dal metodo mafioso, illecita concorrenza con minaccia o violenza e trasferimento fraudolento di valori. Tra i nomi che compaiono nell’avviso ci sono i fratelli Alberto Marra 51 anni e Massilimiliano Marra, 49, di Galatina, considerati a capo dell'organizzazione, dedita al sistematico ricorso a metodi intimidatori per imporre la propria posizione di monopolio nel settore delle slot machine. Secondo gli investigatori, numerosi gestori di bar, ristoranti e sale da gioco ricadenti nel “feudo” del clan Coluccia sono stati costretti a installare oltre 400 apparecchi e videopoker di proprietà delle società degli imprenditori arrestati, subendo - in caso contrario – minacce, attentati e ritorsioni, in alcuni casi, anche fisiche, da parte degli uomini del clan. RED/Agipro