ROMA - Dall’apertura a un tavolo di confronto al rifiuto categorico di ogni trattativa con le società di gioco. A meno di 24 ore dal suo intervento - in cui si è detto disponibile a un incontro sul divieto di pubblicità - il vicepremier e ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, ha chiuso le porte a ogni negoziato. «Non faremo un passo indietro e non accetto confronto - ha detto in un’intervista a UnoMattina Estate, in onda stamattina poco dopo le 7 - Quando è a rischio la salute degli italiani, come con il gioco d’azzardo, si va avanti come un treno». Una presa di posizione netta e molto distante dalla dichiarazione pubblicata alle 10.10 di ieri sul blog del Movimento 5 Stelle, e ripresa in un post su Facebook. «Per quanto riguarda il tavolo con me io sono disponibile, a patto che assieme a me ci siano anche le associazioni no slot, i familiari delle vittime dell’azzardopatia e altri comitati che a vario titolo combattono questa piaga così capiranno anche loro perché un provvedimento di questo tipo sia assolutamente necessario». LL/Agipro
L'altalena di Di Maio - 11 luglio: “Il tavolo sul gioco? Sono disponibile”. 12 luglio: “Non accetto il confronto"