ROMA - "Il settore del gioco ha sempre seguito l'evoluzione tecnologica e i gusti dei giocatori. Anche il decreto giochi della delega fiscale prevedeva l'evoluzione degli apparecchi da intrattenimento, consentendo il gioco solo da remoto. Questo stop del decreto attuativo provoca un senso di frustrazione" e fa emergere "la difficoltà di creare un'industria nazionale". Lo ha detto Guido Marino, amministratore unico Mag Consulenti Associati, nel corso della presentazione dello studio "L'industry italiana dei giochi pubblici" realizzato da Mag per Confindustria Sistama Gioco Italia.
"Le nostre macchine da intrattenimento rappresentano delle eccellenze di prodotto e nel settore ci sono competenze molto consolidate: il problema è che i prodotti non hanno seguito la domanda, ma hanno seguito delle istanze politiche e dei vincoli regolatori nazionali che in molti casi hanno impedito ai prodotti di essere esportati. - ha spiegato Marino - E' quello che è accaduto con gli apparecchi da intrattenimento italiani, troppo complessi per essere venduti all'estero. Abbiamo perso un'occasione di sviluppo industriale".
MAG: «Nel 2014 agli operatori 8,8 miliardi di ricavi netti»
Delega Fiscale, Marino (Mag): "Stop a decreto danneggia industria del gioco"