ROMA - Con il decreto attuativo della delega fiscale sui giochi «cambierà radicalmente il sistema di prelievo. Passeremo al prelievo al margine, ossia il prelievo entra in gioco come ciò che resta allo Stato dopo che sono state pagate le vincite e sono state pagate le spese. Lo Stato non avrà più il problema di dire quanto impone, ma capire quello che gli resta, stabilita la percentuale di guadagno del giocatore e le spese che ci vogliono». Lo ha detto il sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta in un'intervista al settimanale "Vita". «E' evidente che stiamo approntando una forte lotta all'illegalità e più la riduciamo, più a lungo termine guadagneremo, anche in termini di modernizzazione e tutela della salute pubblica», ha spiegato.
RIDUZIONE DELLE SLOT MACHINE - Le norme previste dal decreto «sono state pensate per uno scopo e, per la distribuzione sul territorio delle macchinette, i luoghi che contano sono i bar e i tabacchi. Noi prevediamo norme stringenti: minimo 7 metri per una macchinetta per un massimo di 6 macchinette per ogni locale. Queste macchinette non dovranno essere visibili dall'esterno e dovranno essere collocate in un luogo dedicato». Si tratta di norme che «determinano una naturale, inevitabile riduzione dell'offerta nei luoghi sensibili del territorio» anche perchè «non è facile trovare un bar che abbia un locale che risponda a queste caratteristiche. E comunque, anche se avesse a disposizione 100 metri non potrebbe installarne più di 6».
NUOVI APPARECCHI - Per sostituire le vecchie slot machine da bar, «stiamo pensando a delle mini-vlt, dove la posta giocata e vinta sarà esigua». Il progetto del Governo è di sostituire «macchinette non collegate e non controllate con macchinette collegate alla rete, ma che mantengano le caratteristiche del gioco leggero di quelle oggi presenti nei bar. Passeremo, per usare una metafora, da macchine senza Gps a macchine col Gps. Sapremo dove sono e manteniamo tutto negli argini di una legalità che spesso viene disattesa».
LIMITI ALLA PUBBLICITA' - Le norme che limitano la pubblicità del gioco d'azzardo «non credo siano blande, credo sia realisticamente quello che, in questo momento, potevamo ottenere. Se avessimo posto un divieto assoluto - a cui siamo comunque aperti - avremmo dato luogo a una serie di ricorsi che avrebbero vanificato gli sforzi fatti per arrivare a questa regolamentazione. Anche sulla pubblicità, però, abbiamo previsto norme più restrittive rispetto a quelle attualmente in vigore. Quando ci presenteremo in Europa a spiegare il nostro provvedimento faremmo presente che se come per i tabacchi si pensasse a un divieto europeo a fare pubblicità sui giochi noi non avremmo alcuna difficoltà ad applicarla», ha continuato Baretta.
NORMATIVA NAZIONALE - Per quanto riguarda il potere dei Comuni e delle Regioni sulle distanze minime dai luoghi sensibili e sui limiti orari per l'apertura delle sale, «dobbiamo evitare è un Paese a macchia di leopardo, con regioni o comuni "no slot" e Regioni o Comuni dove il gioco non viene impedito e si assiste a un casinò a cielo aperto. Per questo l'intervento è rigoroso a livello centrale e poi chiediamo alle autorità locali di essere coerenti».
LICENZE - Sul tema delle licenze per i luoghi che offrono gioco «abbiamo chiesto al Ministero degli Interni di lavorare sul tema. Se c'è gioco - qualsiasi gioco - la finalità deve essere stabilita in anticipo. Il gioco deve essere trattato come una cosa diversa dall'attività commerciale. L'attività economica prevalente può essere un buon criterio in termini generali, ma la presenza del gioco determina una specificità che va trattata in quanto tale», ha concluso.
MSC/Agipro
Delega fiscale, Baretta (sottosegr. Economia): «Cambia il prelievo sui giochi, norme più severe su sale slot»