ROMA - «L’Italia ha conseguito nell’ultimo decennio risultati importanti di contrasto alla illegalità, diventando un modello di riferimento internazionale, il cui ultimo successo è la sentenza della corte europea del gennaio 2015. Questa vera e propria guerra può essere combattuta con efficacia mantenendo intatto il principio della riserva statale in materia di giochi. La organizzazione pubblica e nazionale del gioco, attraverso il regime concessorio e non autorizzativo è la condizione primaria per combattere efficacemente la criminalità organizzata e la diffusa illegalità». Lo ha detto il sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta nel corso della riunione della 'bicameralina' sul decreto giochi previsto dalla delega fiscale. Tra gli obiettivi della delega fiscale in materia di giochi c'è anche «il mantenimento, per quanto possibile sulla base dei precedenti principi, del contributo del settore alla fiscalità generale. Sull’ammontare complessivo di oltre 80 miliardi che gli italiani spendono nel gioco (il dato si riferisce al gioco legale!) allo Stato resta circa il 10%. È una cifra importante, ma che è sempre più destinata a confrontarsi con gli obiettivi valori ali suddetti, fuori, cioè, da una logica insostenibile di “variabile indipendente”». Si tratta, ha spiegato Baretta, «di un approccio innovativo, coerente con la delega fiscale, che modificaprofondamente la filosofia pubblica sul gioco, spostandone la priorità dagli effetti fiscali, che non vanno ovviamente trascurati, a quelli sociali e di ordine pubblico». MSC/Agipro