ROMA - Il Governo ha stimato di recuperare circa 65 milioni di euro dalla stretta sul gioco illegale prevista dal Decretone su reddito di cittadinanza e quota 100, ma i conti non tornano ai tecnici del Servizio Bilancio del Senato, che invece sottolineano alcune criticità: innanzitutto i «tempi tecnici di implementazione» del piano di controlli («che si riflettono sulla tempistica del recupero di gettito associato»), oltre alla natura stessa di tali disposizioni che «dovrebbero dar luogo ad un recupero di gettito tendente a diminuire nel tempo».
Nella Relazione Tecnica che accompagnava il Decretone, il Governo aveva espresso la volontà di «aumentare l'efficacia dell'azione repressiva nei confronti dei cosiddetti "totem", apparecchi che consentono all'utente di fruire di servizi di gioco illegali», che contribuiscono «anche alla riduzione della raccolta tramite AWP (passata dai 25,5 miliardi di euro del 2017 ai circa 24 miliardi di euro del 2018)». Tali apparecchi, scriveva il Governo nella Relazione Tecnica, sono «in diffusione soprattutto nei territori che hanno adottato provvedimenti restrittivi o espulsivi del gioco legale», come la provincia di Bolzano, l'Emilia-Romagna e il Piemonte, e il fenomeno «può essere incentivato dall'aumento degli oneri di gestione previsto per gli apparecchi legali».
MSC/Agipro
Decretone, Servizio Bilancio corregge il Governo: fenomeno "totem" diffuso nei territori che hanno espulso il gioco legale