ROMA - «I recenti provvedimenti varati dal Governo provocheranno gravi pregiudizi alle piccole e medie imprese del settore giochi, con pesanti ricadute occupazionali che coinvolgeranno in tutta Italia 150mila lavoratori»: è la denuncia del presidente di Sapar, Domenico Distante, in conferenza stampa alla Camera. «I ministri Tria e Di Maio non sanno che lavoro facciamo: ancora questa mattina Di Maio dice "abbiamo colpito le lobby dell'azzardo"», invece, «il Decreto Dignità e la legge di bilancio hanno colpito le piccole e medie imprese - i baristi, i tabaccai, chi ha una sala giochi - che rappresentano il fulcro dell'attività su tutto il territorio nazionale», spiega Distante. «È la quarta volta che questo Governo ci aumenta le imposte, colpendo il settore degli apparecchi, e le aziende non hanno più margine», ha sottolineato, ricordando che «negli ultimi 4 anni hanno chiuso circa 1.500 aziende». L'associazione Sapar ha annunciato «una manifestazione in piazza Montecitorio il 20 febbraio, dalle 14 alle 19» per chiedere «il riconoscimento della portabilità dei nulla osta (perché ad oggi non abbiamo la possibilità di cambiare concessionario), la tassazione sul "cassetto", il riconoscimento giuridico della figura del gestore», ha spiegato Distante. Inoltre, il decreto Dignità prevedeva una riforma del settore da attuarsi entro sei mesi, «che scadono l'11 febbraio, ma ad oggi non abbiamo visto nulla, neanche una bozza, di questa riforma», ha continuato Distante. «C'è un problema occupazionale, non possiamo fare investimenti. Tutti gli appelli che abbiamo fatto a Di Maio sono caduti nel vuoto. Sediamoci a un tavolo, ascoltateci», conclude.
MSC/Agipro