ROMA - Esplicitare meglio il nesso «tra la previsione che prevede l’aggravamento delle sanzioni per il gioco d’azzardo e la disciplina del reddito di cittadinanza». Lo ha chiesto il senatore Mattia Crucioli (M5S), nel corso dell'esame in Commissione Giustizia, chiamata ad esprimere il proprio parere sul Decretone. L’articolo 27 - ha ricordato il presidente della Commissione Andrea Ostellari (Lega), illustrando il provvedimento - contiene una serie di disposizioni che incidono sulla disciplina in materia di giochi. In particolare, «il comma 6 inasprisce le sanzioni applicabili all’organizzazione abusiva del giuoco del lotto o di scommesse o di concorsi pronostici. Il comma 7 identifica una nuova sanzione applicabile a chiunque produca o metta a disposizione apparecchi per il gioco lecito non conformi ai requisiti previsti dal testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. In tale contesto, viene inserita una nuova sanzione, per chiunque, sul territorio nazionale, produca, distribuisca, installi o comunque metta a disposizione, in luoghi pubblici o aperti al pubblico o in circoli o associazioni di qualunque specie, apparecchi destinati, anche indirettamente, a qualunque forma di gioco, anche di natura promozionale, non rispondenti alle caratteristiche di cui ai commi 6 e 7 dell’articolo 110 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. Per tale fattispecie, è prevista la sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 a 50.000 euro per ciascun apparecchio e la chiusura dell’esercizio da trenta a sessanta giorni».
MSC/Agipro