ROMA - Le aziende del settore della ristorazione, dell’intrattenimento e del gioco legale «siano ricomprese nelle misure previste in tema di Cassa Integrazione» del Decreto Ucraina, per «salvaguardare l’occupazione assicurando anche ulteriori risorse per il finanziamento degli stessi ammortizzatori sociali, senza alcun onere aggiuntivo per le imprese». Lo chiede la Fipe al Governo, ricordando che il Decreto per contrastare gli effetti economici della crisi ucraina «interviene con misure speciali in materia di ammortizzatori sociali ricomprendendo esclusivamente le imprese che occupano fino a 15 dipendenti della ristorazione su treni e navi, delle sale giochi e biliardi e del bingo».
L’esclusione delle attività economiche citate «mette a rischio la tenuta del settore in un momento particolare in cui la ripresa economica è ancora disomogenea e risente fortemente non solo delle conseguenze della pandemia, ma anche degli effetti economici gravissimi derivanti all’aumento esponenziale dei prezzi dell’energia e delle materie prime che colpiscono in maniera drammatica le famiglie e le imprese», si legge nella nota della Fipe, che denuncia che tra «i più colpiti da questa lunga fase critica» ci sono «le sale gioco lecito, pesantemente colpite dalle misure di restrizione».
RED/Agipro

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